Il “sì” discreto di Jenna Bush niente fotografi e tv
Il “sì” discreto di Jenna Bush niente fotografi e tv
Ai giornalisti non è stato consentito di assistere alla cerimonia. “La Casa Bianca è un luogo storico e affascinante - aveva spiegato Jenna giorni fa - ma per il mio matrimonio ho voluto un posto che si addicesse alla mia personalità e dove potrò tornare per tutta la vita”.
Una scelta di riservatezza e discrezione condivisa dal padre, a pochi mesi mesi dalla fine del suo ultimo mandato a Washington. “E’ un momento di gioia per la nostra famiglia perché festeggiamo una vita di felicità, la sua e quella di Henry”, ha detto il presidente in un discorso trasmesso dalla radio ieri. “E’ un momento speciale anche per Laura: vedrà la figlia che abbiamo cresciuto insieme camminare verso l’altare”.
Diverse volte in passato i matrimoni delle figlie dei presidenti americani si erano trasformati in grandi eventi mediatici, con centinaia di giornalisti invitati e dirette tv. Era stato così nel 1967 con Lynda Bird Johnson Robb, figlia di Lyndon Johnson, o nel 1971 con Tricia Nixon Cox, primogenita di Richard Nixon.
Secondo Doug Wead, autore di un libro sulle famiglie presidenziali, la scelta dei Bush è in linea con il gusto di Jenna e George. “Se avessero preferito la televisione - sostiene Wead - il matrimonio sarebbe stato visto in tutto il mondo: Jenna sarebbe diventata una celebrità internazionale ma anche un bersaglio. I Bush stanno preparando il passaggio a una vita privata e non sono particolarmente interessati nel vedere Jenna diventare famosa”.
